La Storia della Celiachia in tre puntate (3)


Terza parte

Così, agli albori degli anni’60 abbiamo avuto tre elementi importanti: 1.la conoscenza che il glutine è l’agente di attivazione per malattia celiaca, 2.il concetto che c’è una lesione specifica della mucosa intestinale, 3.infine la disponibilità di uno strumento per ottenere biopsie.

Nella seconda metà degli anni 60, era diventato chiaro che la malattia celiaca poteva essere diagnosticata con la biopsia digiunale che mostrava l’atrofia dei villi. Poiché tale lesione pero poteva essere legata ad altre patologie, la comunità medica esortava i medici a diagnosticare la malattia celiaca soltanto quando poteva dimostrarsi che la atrofia era glutine dipendente.

Era necessaria una completa remissione clinica con una dieta senza glutine, seguita dalla documentazione della normalizzazione della lesione e dalla ricomparsa delle lesioni dopo reintroduzione del glutine. Tali criteri sono stati formalizzati nel 1969 da un gruppo di esperti della nuova nata Società europea di Gastroenterologia Pediatrica (oggi ESPGHAN) e noti come criteri di “Interlaken” che per oltre 20 anni sono stati i criteri universalmente accettati e standard per la diagnosi di celiachia

I criteri di Interlaken, tuttavia, hanno trascurato una importante scoperta fatta alcuni anni prima: la presenza degli anticorpi anti glutine. I primi anticorpi scoperti sono stati segnalati da Berger nel 1964 che individuo gli anticorpi anti gliadina.

Sette anni più tardi Seah e al. identificarono per la prima volta, non un anticorpo contro una sostanza alimentare ma un auto- anticorpo nel siero di bambini celiaci: gli anti reticulina; ci sono voluti molti anni prima che fosse pienamente apprezzata la loro utilità diagnostica

Nel corso del 1980 è divenuto sempre più chiaro che la malattia celiaca poteva essere associata ad altre condizioni, in particolare a malattie autoimmuni come il diabete di tipo 1 ed anche alla sindrome di Down. La malattia celiaca comincio anche a cambiare il suo modo di presentarsi e i disturbi intestinali diventarono meno importanti; iniziarono a comparire le prime celiachie caratterizzate da segni extra intestinali

Alla fine degli anni 80, un grande studio multicentrico italiano ha dimostrato che basandosi su rigorosi criteri clinici e di laboratorio una diagnosi corretta di celiachia può essere effettuata (nel 95% dei casi) anche soltanto con una sola biopsia iniziale. Le nuove linee guida diagnostiche sono state pubblicate nel 1990 dall’ ESPGHAN e sono tuttora valide.

Dopo il 1990, la malattia celiaca è stata finalmente inquadrata come tipico esempio di malattia autoimmune, associata con un gene specifico (DQ2 o DQ8) e la perdita degli auto antigeni è stata attribuita all’enzima transglutaminasi tessutale. Finalmente quindi la malattia celiaca è universalmente definita come condizione autoimmune in cui il trigger è il glutine e gli auto antigeni sono le transglutaminasi tessutali

Cosa ci porterà il futuro lo sa solo Dio : possiamo essere sicuri, però, che non si dovrà aspettare 17 secoli per la prossima scoperta. Il futuro è in corso di preparazione per noi in questo momento nella mente e le mani di molti brillanti ricercatori che lavorano con passione in questo campo.

tratto da La Storia della Celiachia di Fulvio Moramarco