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La Storia della Celiachia in tre puntate (1)

Prima parte

Molto tempo fa, l’uomo era un semplice cacciatore e raccoglitore. La sua dieta consisteva di frutta, frutta a guscio, tuberi e forse occasionalmente carne.

Quindi, ha imparato a coltivare le piante per cui il modo di vivere del cacciatore e raccoglitore è stato sostituito dal coltivatore di piante e allevatore o cacciatore di animali.

Con il cambiamento delle abitudini alimentari sono sorti alcuni problemi inattesi. L’intestino umano ha sviluppato, in oltre 2 milioni di anni, un sofisticato organo che potrebbe tollerare antigeni alimentari che sono stati la base della dieta umana nel corso di centinaia di migliaia di anni.

Ma come avrebbe reagito a nuovi antigeni che improvvisamente vengono introdotti nella dieta? La rivoluzione agricola del Neolitico ha generato tutta una serie di antigeni alimentari in precedenza sconosciuti per l’uomo, tra cui le proteine vacciniche, di capra, di asino, del latte, così come di uccelli, uova e cereali

La maggior parte degli individui sono stati in grado di adattarsi. Altri non lo hanno fatto e così sono comparse intolleranze alimentari e la malattia celiaca.

Circa 8000 anni dopo la comparsa del primo grano fu individuata, descritta per la prima volta la malattia celiaca. Areteo di Cappadocia era un medico dell’antica Grecia. Esercitò a Roma nel I secolo d.C., verosimilmente sotto gli imperatori Vespasiano o Nerone

Scrisse un trattato generale sulle malattie, diviso in otto libri, due intitolati De causis et signis acutorum morborum, due De causis et signis diuturnorum morborum, due De curatione acutorum morborum e due De curatione diuturnorum morborum. A lui si deve la prima descrizione della celiachia e l’invenzione del termine diabete

Egli somministrava liberamente purganti, non lesinava narcotici, non era contrario al salasso. Ha scritto “Il Morbo Celiaco”. In realtà, egli chiamò “koiliakos” dalla parola greca “koelia” (addome).

La sua descrizione: “Se lo stomaco non trattiene il cibo, se questo lo attraversa crudo e non digerito e niente entra nel corpo, noi chiamiamo queste persone celiaci”.

Vincent Ketelaer, un medico olandese, ha pubblicato nel 1669 un libro in cui descrive una diarrea in cui le feci possono essere così voluminose che “diversi bacini o pentole a malapena potevano contenerle Giovanni Bricknell in un libro scritto nel 1737 descrisse dei pazienti affetti dal “diarrea bianca”. Entrambi questi autori potrebbero aver descritto dei casi di malattia celiaca

17 secoli dopo Areteo, nei primi anni del 19 ° secolo il Dr. Mathew Baillie, che non conosceva Areteo,ha pubblicato le sue osservazioni su una malattia cronica dell’adulto, caratterizzata da diarrea che causa malnutrizione e distensione gassosa dell’addome. Suggeriva un trattamento dietetico, scrivendo: “Alcuni pazienti paiono trarre vantaggio dal vivere quasi esclusivamente con il riso”. Le osservazioni di Baillie, tuttavia, passarono praticamente inosservate

E’ stato il medico inglese Samuel Gee, una delle principali autorità in malattie pediatriche, a formulare le prime ipotesi e descrizioni della moderna malattia celiaca circa 75 anni più tardi, quando tenne una lezione a studenti di medicina sul “morbo celiaco” nel 1887 presso l’Ospedale per i bambini malati, Great Ormond Street, Londra.

Come Baillie, Gee segnalo che “se il paziente può essere guarito del tutto, ciò avviene mediante una dieta “. Aggiunse chela quota di prodotti farinacei introdotta deve essere piccola “,

un bambino fu alimentato con le migliori cozze olandesi; questi è cresciuto meravigliosamente, ma è ricaduto quando la stagione delle cozze è finita. “Così si documenta il miglioramento che segue l’introduzione di una dieta senza glutine, e la ricaduta dopo la reintroduzione di glutine.

tratto da La Storia della Celiachia di Fulvio Moramarco